
- 11 Mar, 2025
- Porto e logistica
La portata degli investimenti, la complessità tecnica e l’importanza strategica degli interventi che riguardano il futuro di Genova, della Regione e dell’intero sistema Italia, anche in relazione alle stringenti tempistiche per l’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale Complementare, hanno dato vita ad una pratica sfidante e complessa di economia circolare applicata ai grandi cantieri, aderente all'Action Plan 2050 e alla sua azione C-City che traguarda la trasformazione di Genova in città circolare al 2050 in molti settori.
Il contesto genovese si trova in una fase di rilancio infrastrutturale senza precedenti, con interventi mirati a riorganizzare e ottimizzare l’assetto della Città Metropolitana di Genova. Tra i progetti principali figurano la Nuova Diga Foranea e il Tunnel Subportuale; considerata la natura infrastrutturale di tali progetti, il tema della gestione, recupero e riciclo dei materiali rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo non solo efficiente, ma anche sostenibile delle progettualità delle opere infrastrutturali. Sul territorio, infatti, coesistono cantieri produttori di materiali (provenienti da scavi, dragaggi e demolizioni) e cantieri ricettori. A fronte di un fabbisogno complessivo di oltre 9 milioni di metri cubi di materiale, il modello di recupero circolare consentirà di riutilizzare più di 5 milioni di metri cubi, destinati in larga parte al riempimento dei cassoni cellulari della nuova Diga Foranea di Genova.
L’approvazione del Decreto Ambiente (decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153 – legge 17 ottobre 2024), attraverso il quale si aggiunge la possibilità di reperire materiale anche dai porti del Mar Ligure Orientale, rappresenta un ulteriore passo avanti, consentendo di armonizzare le procedure autorizzative tra cantieri simultanei. Questo garantisce coerenza procedurale, conformità alle direttive europee in materia ambientale e un’ottimizzazione del recupero e dell’impiego di materiali inerti.
I risultati attesi sono significativi:
- risparmi economici rispetto ai costi di approvvigionamento e smaltimento;
- drastica diminuzione delle emissioni di CO2, di altre sostanze clima-alteranti e del consumo di materie prime e carburanti;
- riduzione delle interferenze navali e portuali con riduzione delle emissioni associate all’intero ciclo di vita dei materiali trasportati e gestiti;
- limitazione del traffico di mezzi pesanti nei centri urbani, contribuendo a ridurre la congestione stradale e migliorando la vivibilità della città, favorendo al contempo il traffico marittimo.