Genova apre 32 aree agli investitori: parte la sfida della rigenerazione
Ha preso il via a Genova un’importante operazione di rigenerazione urbana su vasta scala, finalizzata al recupero e alla valorizzazione di aree produttive dismesse o sottoutilizzate. L’obiettivo è restituire attrattività a questi spazi, promuovendo sviluppo economico e migliorando la qualità urbana sia per i territori interessati sia per il contesto circostante. L’iniziativa si avvale anche di strumenti innovativi pensati per favorire gli investimenti, tra cui la possibilità di applicare il cambio temporaneo di destinazione d’uso degli immobili, misura che amplia concretamente le opportunità per imprese e operatori economici.
Sono attualmente 32 le aree interessate, in gran parte di proprietà privata, distribuite tra Valpolcevera, Valbisagno, Val Varenna, Val Cerusa, Val Leira e Sestri Ponente. Le aree sono state individuate grazie al censimento delle zone produttive dismesse realizzato dall’Amministrazione comunale nei primi mesi del 2026. A queste si aggiungono alcuni immobili del demanio marittimo situati a Genova Sampierdarena e Voltri, segnalati dall’Autorità di Sistema Portuale.
Il progetto definisce con chiarezza anche i limiti di utilizzo: nelle aree coinvolte non saranno ammesse medie e grandi strutture commerciali superiori ai 250 metri quadrati né attività incompatibili con gli obiettivi di rigenerazione urbana e pianificazione territoriale, con l’intento di favorire uno sviluppo coerente, sostenibile e qualificato.
Annunciato dalla Sindaca Silvia Salis nel corso dell’assemblea di Spediporto, il progetto ha già compiuto un primo passaggio formale con l’approvazione della delibera da parte della Giunta comunale il 7 maggio 2026. Il provvedimento sarà esaminato in Commissione consiliare il 27 maggio, per poi essere sottoposto al voto del Consiglio comunale.
Il programma mette a disposizione un’ampia gamma di agevolazioni per gli investitori, tra cui la riduzione degli oneri di urbanizzazione e dei contributi di costruzione per gli interventi sugli edifici esistenti, incentivi per interventi di demolizione e ricostruzione nel rispetto delle normative urbanistiche e la possibilità di cumulare tali benefici con quelli previsti dalle Zone Logistiche Semplificate e dagli “Aiuti di Stato a finalità regionale”. A ciò si aggiunge la possibilità di utilizzare destinazioni d’uso temporanee, pensate per favorire percorsi di sperimentazione e riattivazione degli spazi senza modificare il PUC. In particolare, il cambio temporaneo di destinazione d’uso rappresenta uno strumento strategico per agevolare l’insediamento di piccole imprese, startup e realtà innovative che intendono investire pur disponendo di risorse limitate.
Il progetto ha già suscitato grande interesse, con proposte che spaziano dalla realizzazione di impianti sportivi allo sviluppo di insediamenti ad alto contenuto tecnologico. Per quanto riguarda il comparto residenziale, si guarda a soluzioni come studentati e forme di abitare condiviso, capaci di rispondere a nuove esigenze sociali.
Attraverso la struttura della Genoa Business Unit, il Comune organizzerà un evento di presentazione rivolto alla città e ai potenziali investitori, in data 8 giugno. L’iniziativa rappresenterà un primo momento di confronto tra amministrazione comunale, proprietari delle aree, per lo più soggetti privati, e operatori interessati, con l’obiettivo di costruire un dialogo strutturato e favorire la concretizzazione delle opportunità di sviluppo offerte dal progetto.
In questo contesto, Genova si conferma una città capace di attrarre capitali e investitori, valorizzando progetti ad alto impatto. Un ecosistema dinamico che contribuisce a generare nuova occupazione, rafforzare i settori innovativi e accelerare la trasformazione economica della città in chiave competitiva e sostenibile.
